La via della Vita

Vanno e vengono i ricordi di un uomo chiuso nella sua solitudine, nella sua
felicità.Quanto è dura la vita fuori da qui, quanta tristezza! Povera
Marinella, la sua storia, come non raccontarla?!!
Vagare per le piccole vie della città in cerca di emozioni, in Via del Campo
dove si fa la vita, in attesa di vedere Nina Volare, seguirla e vederla
posare, con gran sorpresa di un Pescatore, in una Creuza de Mà.
Lottare per sopravvivere si, questa non è solo la guerra di Piero, questa è
la guerra, la nostra guerra.
Voglia di evadere, di qualcosa di nuovo,di libertà. Ma ecco ancora la lotta,
sa Disamistade che annulla le menti, la vita.
E l'avventura continua, coi se, coi se, coi perchè, all'Hotel Supramonte!
Tanta rabbia, ma nessun odio, nessun rancore. L'amore per quel qualcosa di
nuovo, di libertà, resta, resta l'amore per Ichnusa, per la sua gente.
Siamo come tanti piccoli Indiani pronti a difendere i propri spazi, la
propria dignità, come quelli famosi del fiume di Sand Creek.
Tante storie, tanti personaggi nella memoria dei tempi: Jamin-a, la regina
delle sambe, Sidun labbra di miele, la forza dell'amore, la lotta di una
donna per salvare il suo Geordie.
I ricordi di un uomo e della sua città vecchia, di quella donna che faceva
l'amore per passione e che tutti chiamavano Bocca di Rosa, l'amor sacro e
l'amor profano. Tutti attendiamo la Buona Novella, e con una Smisurata
Preghiera, ci rivolgiamo a quel Dio che non ci dimentica, a quel suo figlio
rivoluzionario e pieno d'amore e di luce, a Gesù, Giuseppe e Maria.
Avremo noi le Anime salve? Preghiamo, cantiamo quell'Ave Maria in lingua
sarda, di quella terra antica e amata che ci accompagnerà sino alla fine dei
nostri ricordi, dei nostri giorni.
Quando cominci a bere dalla dolce coppa della vita, quando ti accorgi che
fuori c'è il giorno, il sole, le stelle, quando stai per toccare il cielo
con un dito, più su, sempre più su, spinto dal vento della gioia, ecco che
qualcosa che non riesci a controllare, ti costringe a farti ospitare dalla
sofferenza, dalla sua casa.
Li, dove i campanelli suonano, i medici sorridono e sbuffano, dove le corse
degli infermieri sembrani non aver fine, dove i malati importunano chiedendo
Amore, aspettando che qualcuno ti prenda la mano dicendoti:" Non aver paura,
io sono la speranza".
E l'Amore non avrà mai fine, perchè più grande di ogni cosa è sempre
l'Amore.
Un maestro disse:" L'uomo è come la spuma del mare, che galleggia sulla
superficie dell'acqua. Quando il vento soffia, essa si dissolve, come se non
fosse mai esistita. Così sono le nostre vite, che la morte soffia
via......."
Così fu la dipartita del nostro amico, sognando quel tanto amato mare, è
passato nel mondo di là, libero da angustie e dolori.
Egli è ora dove i nostri occhi non possono vederlo e le nostre orecchie non
possono udirlo.
Spesso dobbiamo aspettare l'assenza di un amico per illuminarci su ciò che
più amavamo in lui, dobbiamo aspettare che finisca di recitare la sua parte
finale, per amarlo!
Lui ora è felice, non nel vedere levare il nostro lamento e spargere le
nostre lacrime per la sua dipartita, ma nel vederci continuare a bere dalla
dolce coppa della sua Arte.
Ciao Fabrizio!!


Gennaio 1999.
Graziano Cortes